Scrittmagritte-ponte-di-eraclito_580x360ura creativa: la prosa

Questo corso di scrittura creativa dell’Eroico Furore si occuperà anche di prosa. Se è vero che nella poesia, che nella prima parte, si avrà in qualche maniera tentato di allontanare il corsista dalla necessità di essere altro da sé, avvicinandolo alla essenzialità della sua identità; nella seconda parte di tale corso di scrittura creativa, in cui ci si occuperà di prosa, le cose saranno diverse.

Punto focale di questo corso è la distinzione definitiva totale, davvero senza punti di contatto, tra poesia e prosa. La prosa per quanto sembrerà assurdo è molto, ma molto più facile della poesia. Paradossale che degli ottocentomila scriventi in Italia, seicentomila scrivano in poesia. Quando è più facile scrivere in prosa.

In prosa comprendendo bene il meccanismo è possibile scrivere; anche per uno che non abbia talento purché abbia intelligenza e capacità di comprensione.

Questo corso di scrittura creativa porterà l’allievo a risultati notevoli, ma sarà assai arduo e difficile.

Tornando alla prosa a livello didattico è molto più facile insegnare prosa, tanto è vero che quasi tutti se non la totalità dei corsi di scrittura si fanno in prosa. Altresì Fucine ha oltre a ciò l’ambizione di farlo in poesia. Da questi corsi sono cresciuti allievi che hanno fatto della scrittura una attività professionale e sono divenuti pertanto professionisti della scrittura, allontanandosi pertanto da provincialismi, limitatezze legate all’anonimia, hanno stornato alla fine ogni piccolezza essendo in sé quello che dovevano essere.

 

Scrittura creativa: laboratorio su testo in prosa

Se in poesia Fucine Letterarie usa un metodo di decostruzione, per la prosa se ne userà uno effettivamente contrario: ovvero ci si andrà a confrontare coi più grandi prosatori della storia della letteratura del 900 minimo. Quindi non si incontraranno i testi di De Carlo, Ammaniti, Baricco, La Gioia essendo anche grandi testi, ma si andrà a incrociare testi immensi di Proust, Kafka o Joyce. In altre parole Fucine Letterarie cercherà di portare gli allievi a una specie di patto di amicizia coi più grandi, si trattasse quasi di andare a cena a farsi una maccheronata, una pizza con qualcuno. In altre parole i corsisti dovranno sentirsi compagine di Joyce o Kafka. Quindi cosa si dovrà fare? Si dovrà capire che se questi grandi maestri Musil, Kafka, Joyce, Proust, sono diventati capisaldi della letteratura di tutti i tempi, vuol dire che hanno costruito qualcosa in grado di resistere al tempo ergo se ne dovranno comprendere i segreti. Cosa si vuol dire in somma? Che nella prosa, seconda parte che partirà al terzo o quarto incontro ci si occuperà di grandi autori

Un copyrightkafka volendo anche banale, ma funzionantissimo è prendere un testo di Proust o di Kafka e far eseguire un esercizio di equipollenza. In breve, esempio, si prende un testo di Kafka, un racconto bellissimo che si chiama “Il ponte”. Comincia in guisa: “Ero rigido e freddo, ero un punto, stavo sopra un abisso”. All’allievo verrà chiesto di cambiare il soggetto, il soggetto è il ponte. Parrà una banalità ma non lo sarà per nulla. Perché l’allievo dovrà mantenere la stessa struttura grammaticale, logica e quindi conseguenziale in qualche maniera semantica. In somma un soggetto che avrà pertanto rapporti differenti di spazio e tempo, coi suoi antagonismi e atmosfere. Che cosa comprenderà il corsista da questo esercizio che sembra una banalità: che un racconto, un romanzo ha a che fare con una coordinazione tra personaggi, atmosfere, spazio e tempo.

In somma se il soggetto diventasse una sedia probabilmente non si dovrà dire: “ero rigida e fredda, ero una sedia stavo sopra un abisso”, ma forse dovendo mantenere la medesima struttura: “ero di legno e scarlatta, ero una sedia, stavo vicino a un tavolo”.

Tutto questo che appare banale, insegnerà che un romanzo, un racconto, una opera in prosa ha delle forze da controllare. Questo non sarà l’unico esercizio, ve ne saranno altri anche molto più espansivi e molto ma molto più complicati, perché in questo alla fine si avranno le briglie di un grande autore.

L’allievo si accorgerà man mano che scrivere in prosa non è solo possibile, ma anche me-ra-vi-glio-so.