Scrittura creativa: la poesia

In questo corso di scrittura creativa i primi incontri saranno didattici, i secondi laboratoriali.

Nelle primth-2e ore di questo corso di scrittura creativa dedicate alla poesia, si cercherà di far comprendere, riuscendovi, quello che è la poesia. Che cosa è la poesia? Molte cose certo e non si può riassumere così facilmente, però la poesia laboratorialmente (può risultare terribile ma è così), quindi a livello di una creatività artigianale iniziale, non è altro che un utilizzo del linguaggio abnorme o strano (strano nel senso di straniero, allotrio, di differente dalla norma) voluto dal soggetto sulla base di affettività e immaginazione che ha a che fare con solo due condizioni: il suono cioè la fonetica e l’immagine cioè la forma indi ciò che si vede. Parrà banale ma è così.

Quindi che cosa fa questo corso di scrittura creativa di Fucine Letterarie rispetto alla poesia?

Cerca di allontanare il suo allievo, amico, scrittore potenziale dalla condizione di copisteria, ancora una volta. Si intende dire, non perché si sia letto Leopardi, Pascoli, D’Annunzio, Campana, Luzi, Calogero, Cattafi, Zanzotto, Pound o Montale noi siamo poeti perché li stiamo riproducendo per caso, per ecolalia. Bensì lo siamo o saremo allorquando avremo compreso che l’immagine e la sonorità ci vengono dall’interno.

Come si articola questo lavoro? Questo corso ha a che fare con il riconoscimento di sé. Come si fa? Allontanando il più possibile gli aspetti di estraneità, di allogenicità da noi. Quindi rimanendo in noi.

  •  Scrittura creativa: laboratorio IMMAGINE-IMMAGINE

Se il poeta deve lavorare con le immagini, saranno date delle immagini, tipo, “un uomo è entrato in cucina” oppure “la prateria sdraiata è piena di bruma”. Nel momento in cui il corsista avrà ricevuto queste immagini, si chiederà (ivi il sunto è breve, ma l’allievo vedrà
che vi saranno delle complessità non indifferenti) di reagire immediatamente con un’altra immagine, la prima che viene alla mente anche se non dovesse essere conforme con quella data. Cioè il corsista dovrà essere in grado di reagire immediatamente, come in un test psicologico quasi, a un input attraverso un output di immagine senza nessuna giustificazione morale, estetica o di altro genere. Il corsista potrà anche scrivere “un uomo è entrato in cucina, la sedia si è rotta”.

Insomma voi dovete spezzare quello, e questo è il compito, che è il grande errore di ogni scrittura. Cioè il fatto di aver meditato troppo tra l’aver percepito un’impressione e l’aver creato un espressione. L’allievo dovrà stare in questo lasso di respirazione automatica, data una immagine dovrà reagire.

pound

Tutto ciò pone la falsa riga di un “haiku” giapponesi. Un grande autore occidentale Ezra Pound ha costruito i suoi “canti pisani” quindi i suoi Cantos (essendone una parte) massimamente su gli haiku, non solo ma massimamente si.

Che cosa si vuol dire? Che stare in un rapporto immagine-immagine produce qualcosa che può essere poesia.

Perché? Perché ha stornato, ha fatto cadere ogni livello di interferenza linguistica e meditativa, tra l’immagine e la sua conseguenza. Cioè in altre parole si tenterà in questo corso, di abolire o minimalizzare il rapporto di riflessione o il contraccolpo di riflessione che l’autore ha rispetto alla sua opera.

  • Scrittura creativa: laboratorio SUONO-SUONO

Sulla sonorità saranno degli esercizi che fanno anche i bambini delle elementari che fanno molto bene forse meglio dei corsisti medesimi, che consisteranno nel comprendere le strutture musicali di un testo, il loro funzionamento, la loro articolazione. Quindi si comprenderà che il processo di sillabazione del linguaggio poetico è un processo di musicalizzazione, cioè che ogni sillaba è anche un fonema come dicono i linguisti, cioè qualcosa che risuona. E che in un testo poetico tutto sommato risuonano particole fonetiche, in una certa ritmicità. Ci si accorgerà che anche questo determinerà un allontanamento dalle strutture di base retoriche che stanno nell’aver ascoltato gli altri, gli altri poeti.

In somma non si sta dicendo che i poeti non si debbano leggere, tutt’altro, vi sto dicendo che per imparare a diventare dei poeti se già abbiamo gli ingredienti per farlo dobbiamo stare molto in ascolto di noi.