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Il conflitto tra esistenza ed essere nell’ultimo libro di Zizzi

Uscita a fine gennaio la raccolta di poesia dal titolo “La resistenza dell’impero”

 

Michelangelo Zizzi è laureato in Filosofia e Medicina ed è fondatore e direttore di Fucine Letterarie. È inoltre fondatore di Scuola Pound, scuola di alta formazione poetica, e ha inventato il metodo di dinamica autopoietica ‘Sol Sol’, che consiste nella dissoluzione dei principi psico-proiettivi e nella coagulazione degli elementi immaginativi e fonetici della produzione poetica. Ha pubblicato in poesia: La casa cantoniera (ne La Collana di Maurizio Cucchi, Stampa 2001); La primavera ermetica (Manni 2002); Del sangue occidentale (LietoColle 2005). È in uscita con La Resistenza dell’Impero per LietoColle. In prosa romanzi con eteronimi. In saggistica Il Sud e la Luna. Per una geografia dell’immaginario in Vittorio Bodini (Levante 1999); Autoritratto con monade. Fenomenologia della poesia in Girolamo Comi (Multimedia Pensa 2000); L’orfismo in Comi (Multimedia Pensa 2002); ha curato: La sposa Barocca (LietoColle, 2010), A Sud del Sud dei Santi (LietoColle 2013).

 

Alla fine di gennaio del 2016 di Michelangelo Zizzi è uscita presso LietoColle la sua ultima raccolta di poesia  dal titolo La resistenza dell’impero. Questo lavoro poetico di Zizzi “è un poema anagogico e antimoderno, radicalizzato sulla struttura formalizzante situata all’incrocio tra metafisica, metapolitica, temporalità biografica ed elaborazione della morte. Ha l’ambizione di risolvere il conflitto tra Esistenza ed Essere a vantaggio della rappresentazione della forma contro l’informe, dell’identità contro l’alienazione, dell’aver amato contro l’aver dimenticato. Organizzandosi sulle strutture di spazio, anziché su quelle di tempo, il poema tenta di instaurare un’epica dell’identità opposta alla dissolvenza prodotta dall’alterità. Conseguenzialmente ha come propri i temi del Divino, della Bellezza, della Proprietà, intesa come riconoscimento di sé, e del Bene.” “Nei penitenziari lustre porte si richiudono in anni/ nella vita reclusa come questa stanza/ e se pure viene l’asceta, il monaco grave di silenzio/ la suora nella cella,/ la talpa interrata,/ sei nel mangiare la terra/ e il nibbio imperiale che svora i cieli in ampi viri/ lo vedi come da bambino l’aquilone. //Ma non si chiuse come inversa, una volta, la porta reclusiva, /che si inchiude sola nella scatola di sardina di nafta di un /sommergibile domestico, irreparabile, ridato nello stato di indicibile/ televisore. //Oh Padre anagogico e ormai celeste /che il verbo spiri in fiottare di luce/ e resistenze avevi di sguardi affilati/ e non laterali/ annulla la consunzione delle plastiche, /ogni vana reliquia del riposare in minutaglie,/ riportami nell’ordine del fato mai spoglio.” Un libro di straordinario valore questo di Michelangelo Zizzi, sicuramente da leggere.

 

Il conflitto tra esistenza ed essere nell’ultimo libro di Zizzi