La ricerca dell’uomo nell’istantaneità della poesia

Presentazione libro Il vuoto bianco di Pasquale Lucio Losavio

 

Mercoledì 30 dicembre, ore 19.00, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Comunale di San Vito dei Normanni  si svolgerà la presentazione dell’ultima opera di Pasquale Lucio Losavio  dal titolo Il vuoto bianco (LietoColle, 2014).

L’incontro, promosso dall’Amministrazione Comunale di San Vito dei Normanni in collaborazione con Fucine Letterarie, si avvale dell’introduzione di Michelangelo Zizzi e inizia un percorso di collaborazione e condivisione che tende a mettere in contatto scrittori e poeti locali in un circuito virtuoso di reale confronto e condivisione.

 

Michelangelo Zizzi  è laureato in Filosofia e Medicina ed è fondatore e direttore di Fucine Letterarie. È inoltre fondatore di Scuola Pound, scuola di alta formazione poetica, e ha inventato il metodo di dinamica autopoietica ‘Sol Sol’, che consiste nella dissoluzione dei principi psico-proiettivi e nella coagulazione degli elementi immaginativi e fonetici della produzione poetica.

Ha pubblicato in poesia:  La casa cantoniera (ne La Collana di Maurizio Cucchi, Stampa 2001); La primavera ermetica (Manni 2002); Del sangue occidentale (LietoColle 2005). È in uscita con La Resistenza dell’Impero per LietoColle. In prosa romanzi con eteronimi.

In saggistica Il Sud e la Luna. Per una geografia dell’immaginario in Vittorio Bodini (Levante 1999); Autoritratto con monade. Fenomenologia della poesia in Girolamo Comi (Multimedia Pensa 2000); L’orfismo in Comi (Multimedia Pensa 2002); ha curato: La sposa Barocca (LietoColle, 2010), A Sud del Sud dei Santi (LietoColle 2013).

Pasquale Lucio Losavio è nato a Massafra, città dove ha scelto di vivere. È laureato in Filosofia ed è docente nei licei. Ha pubblicato nel 2005 il volumetto Nihil per le edizioni di Kalliope e nel 2008 per Lupo Editore la raccolta di poesie Della visione e dell’ombra. Il suo sito è http://pasqualelosavio.xoom.it/.

L’opera Il vuoto bianco

“Sfogliando questo Solodieci, un verso colpisce per spirito di evocazione e ansia di ricerca: Dov’è l’uomo? Questo nucleo di interrogazione sembra essere il volto della poesia di Losavio, un volto immensamente incline a vedere sulla soglia di un patimento greve ma anche brulicante di luce, come la rete che intessuta sosta sul davanzale di un’ora sospesa. La poesia, a volere essere seri con se stessi e col mondo, non esiste per gli altri né per chi la compone. Esiste per esistere, difatti è vana poiché il rischio di perderla è uguale al rischio stesso di non averla mai posseduta; è lieve perché il peso di una sua rivelazione è uguale al peso di quel che resta innominato. Il poeta non può che approssimarsi al dono, vivendolo. Certamente lo sforzo non è irrilevante e la fatica spregiudicata, oppositiva. Fino a un possibile bivio sul nero: Allora solo il buio infinito nero/saprà se spero./O se inutilmente muoio. […] Una franchezza e dolcezza elegiache caratterizzano i toni della poesia di Losavio. La sua raccolta chiede d’essere letta col cuore e non con le lenti sature di rumore della contemporaneità” (dalla prefazione di Carla Saracino).