Fucine Letterarie presenta L’atleta della parola, laboratorio di dizione poetica con metodo costiano, ideato e condotto da Raffaele Zanframundo a Martina Franca.

 

Per Info e Prenotazioni:

+39 3496712549

fucineletterarie@gmail.com

 

Il corso si articola nei seguenti punti:

 

  1. Cenni storici sul metodo costiano
  2. Il lavoro attoriale sul testo poetico
  3. Dall’ispirazione del testo letto alla costruzione certosina del testo detto
  1. Interpretare la poesia e farla propria
  2. Laboratorio di espressività
  3. Elementi di dizione e foniatria
  4. Laboratorio di articolazione fonatoria
  5. Ritmo, variazioni tonali, appoggiature di senso, cesure, sospensioni
  6. Laboratorio di variazioni ritmiche e tonali
  1. L’azione cognitiva della pagina e la reazione emotiva della lettura
  2. Laboratorio di percezione del testo poetico
  1. Analisi espressiva del testo poetico
  2. Laboratorio di lettura espressiva del testo poetico

 

 

 

Organizzazione temporale: il corso si articola in 12 incontri di full immersion di 3 ore ciascuno, con cadenza settimanale: il calendario verrà fissato, per quanto possibile, in accordo alle esigenze dei corsisti.

 

L’atleta della parola fornisce ai partecipanti le fondamentali nozioni e tecniche di dizione poetica e lettura espressiva del testo poetico

Infatti, il complesso universo della poesia spesso necessita di una interpretazione espressiva, nelle numerose occasioni che vanno dai reading alle presentazioni, dagli happening alle performance divulgative. Tuttavia sovente assistiamo a letture piatte, inadeguate, approssimative.

Obiettivo del corso è restituire alla tradizione orale una valenza che sappia scandagliare i sottotesti e la musicalità della parola: mediante insegnamenti mutuati dal metodo mimico di Orazio Costa Giovangigli, tra i massimi esponenti della regia novecentesca e fondatore del suddetto metodo che ha formato tra i più grandi attori della scena italiana, si indagheranno le tecniche per ricreare la spontaneità e l’espressività della “parola”.

Si tratta, innanzitutto, di ricostruire su se stessi il meccanismo fisico con il quale si parla, si respira, si emettono la voce e le parole, poiché il lavoro attoriale sul testo poetico non è dissimile da quello che fa il musicista dinanzi a uno spartito, con la differenza che per far risuonare la pagina poetica, lo strumento siamo noi stessi.

Negli incontri promozionali verranno dettagliate le qualità di quanto sopradescritto.

 

 

Raffaele Zanframundo è regista, sceneggiatore, attore, autore, insegnante di recitazione e dizione. Conosciuto sul territorio nazionale, coniuga competenze teatrali e cinematografiche. Diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica della Calabria e laureato al DAMS presso l’Università di Roma Tre, si specializza con qualificati stages registici e attoriali in Italia e all’estero. Ha collaborato con G. Albertazzi, M. Missiroli, N.Karpov, E. Siravo, R. Izzo, G. Colella, E. Toscano, A. Piccardi e altri. È interprete e doppiatore per radio e televisione. Ha prodotto videoclip, cortometraggi e allestimenti teatrali per “Zerovolante”. Conoscitore di diverse metodi teatrali, riconosce il metodo mimico di Orazio Costa Giovangigli il più duttile e profondo nell’accostamento dell’interprete al linguaggio poetico.

 

Orazio Costa è universalmente riconosciuto come uno dei registi più influenti nel panorama della scena europea novecentesca ed è il fondatore di uno dei massimi sistemi pedagogici di insegnamento dell’arte attoriale, che ha formato diverse generazioni di straordinari interpreti teatrali e cinematografici. Tra i tanti ricordiamo: Volontè, Manfredi, Lavia, Herlitzka, Gifuni.

 

“Se sapete che il vostro strumento siete voi stessi, conoscete anzitutto il vostro strumento, consapevoli che è lo stesso strumento che danza, che canta, che inventa parole e crea sentimenti.

Ma curatolo come l’atleta, come l’acrobata, come il cantante. Assistetelo con tutta la vostra anima, nutritelo di cibo parcamente, ma senza misura corroboratelo di forza, di agilità, di rapidità, di canto,di poesia, di poesia e ancora di poesia.” Orazio Costa Giovangigli