Giovedì 28 Aprile 2016 Pasquale Vadalà, in collaborazione con Fucine Letterarie e LietoColle Libri, presenta La Resistenza dell’Impero di Michelangelo Zizzi al New Enò di Taranto

Il poeta Michelangelo Zizzi, direttore dell’agenzia Fucine Letterarie, torna alla letteratura dopo undici anni da Del sangue occidentale (LietoColle 2005) con un poema anagogico e antimoderno, La Resistenza dell’Impero, dato alle stampe  per i tipi di LietoColle nel mese di Gennaio 2016 e recensito su importanti testate giornalistiche e riviste specializzate.

L’incontro con l’autore verrà introdotto e moderato da Pasquale Vadalà.

Ospite della serata, che si terrà Giovedì 28 Aprile alle 19.30, sarà il New Enò, sito in via Roma n.4 a Taranto.

L’Autore

Michelangelo Zizzi  è laureato in Filosofia e Medicina ed è fondatore e direttore di Fucine Letterarie. È inoltre fondatore di Scuola Pound, scuola di alta formazione poetica, e ha inventato il metodo di dinamica autopoietica ‘Sol Sol’, che consiste nella dissoluzione dei principi psico-proiettivi e nella coagulazione degli elementi immaginativi e fonetici della produzione poetica.

Ha pubblicato in poesia:  La casa cantoniera (ne La Collana di Maurizio Cucchi, Stampa 2001); La primavera ermetica (Manni 2002); Del sangue occidentale (LietoColle 2005), La Resistenza dell’Impero (LietoColle 2016). In prosa romanzi con eteronimi.

In saggistica Il Sud e la Luna. Per una geografia dell’immaginario in Vittorio Bodini (Levante 1999); Autoritratto con monade. Fenomenologia della poesia in Girolamo Comi (Multimedia Pensa 2000); L’orfismo in Comi (Multimedia Pensa 2002); ha curato: La sposa Barocca (LietoColle 2010), A Sud del Sud dei Santi (LietoColle 2013).

L’Opera

La Resistenza dell’Impero (LietoColle 2016) è poema anagogico e antimoderno, radicalizzato sulla struttura formalizzante situata all’incrocio tra metafisica, metapolitica, temporalità biografica ed elaborazione della morte. Ha l’ambizione di risolvere il conflitto tra Esistenza ed Essere a vantaggio della rappresentazione della forma contro l’informe, dell’identità contro l’alienazione, dell’aver amato contro l’aver dimenticato. Organizzandosi sulle strutture di spazio, anziché su quelle di tempo, il poema tenta di instaurare un’epica dell’identità opposta alla dissolvenza prodotta dall’alterità. Conseguenzialmente ha come propri i temi del Divino, della Bellezza, della Proprietà, intesa come riconoscimento di sé, e del Bene.