Non puoi immaginare, amico mio,

quante cose

restano nascoste in una fine,

non puoi capire

il pietrame triturato

che diventa la tua vita

eppure era bella, lo ricordo,

era quella che il vigore cosmico chiedeva,

una giovinezza di frutteti,

l’arte suprema che mia madre augurava.

 

Ma vicino alla morte tutto è presente

non c’è infanzia nè paradiso

tu cadi in un urlo segreto

e non parli

cerchi un arcano

e trovi solo materia, materia

che non trema e ti guarda impassibile

e avvicina muta i due estremi.